Sono stato in questi ultimi giorni, per uno di questi viaggi metà lavoro metà passeggio, in quel di Cordoba, ridente cittadina che ricorderò più che altro per la bellezza delle campagne circostanti e per una mega cotoletta (della grandezza del mio braccio) che ho mangiato ad una cifra che definire modica è un eufemismo.
Sono andato con F. (e con chi sennò??!!). Lei si è incontrata con una prof. per il suo dottorato; io personalmente ho allietato la riunione con un'ottima pasta con sugo, tonno e olive (anche se, ad essere onesti, un poco sciapa) e alcuni aneddoti calabresi.
Io invece ho partecipato ad un congresso di botanica, nel quale ho fatto la mia porca figura. Credo che, a parte un prof, comunque la maggior parte della gente che mi ha ascoltato non ha capito una beneamata mazza.
Abbiamo dormito in ostello, per fare i ciofani e risparmiare qualche soldino. Sorvolerò sul fatto che l'ostello era quasi sprovvisto di acqua calda. Sorvolerò sul fatto che la maggior parte pensava di essere in hotel, visto che mangiavano e lasciavano piatti, pentole, bicchieri sporchi. Sorvolerò sul fatto che il prezzo non valeva il servizio. Sorvolerò.
Non sorvolerò però su un accadimento che non ha avuto altro effetto su di me che confermare e rafforzare alcune idee preconcette.
Nell'ostello abbiamo incontrato: alcuni argentini, una tedesca, alcuni americani (usa) e una coppia (presumibilmente fratello e sorella) di africani. Diciamo innanzitutto che con F. non abbiamo passato molto tempo nell'ostello, solo l'ultimo giorno aspettando di tornare a Mierdosa.
Ci siamo stravaccati sul divano, guardando un pò di tv. Il telecomando era monopolio degli africani, i cui gusti in materia di tele mi hanno lasciato perplesso. Ma comunque.
Come dicevo, c'erano gli amerirrgani. Tra cui una famigliola, mamma papá figlia e figlio, credo 7 e 5, o na cosa così. I bambini, quando siamo arrivati, stavano nella stanza con tv, un pò annoiati direi. Così il ragazzino è venuto da me e mi ha chiesto che gli disegnassi una cosa su una lavagnetta pennarellosa, non gessosa. Chiariamo che disegno coi piedi. Comunque gli ho disegnato un fiore (aspettando il ritorno di F. che sicuramente disegna molto meglio di me). I marmocchi hanno apprezzato e abbiamo iniziato a giocare. Poi però è arrivata la madre che ha fatto un cazziatone al figlio e, senza guardarmi in faccia, se l'è portato via. Ora, io naturalmente non sto a sindacare sulle scelte materne, mica sta scritto da qualche parte che lasci tuo figlio con il primo estraneo. Però posso assicurarvi che non somiglio a Chuck Norris, non dovrei incutere timore.
Dopo una mezz'oretta siamo andati con F. nella cucina a prepararci un panozzo in attesa del viaggio (risultato: non abbiamo cenato. Ahhh, quanta ragione c'aveva mia nonna sul rovinarsi l'appetito...). Dopo un pó è entrata la madre e mi ha chiesto chi ero perchè il figlioletto sta tenendo un diario nel quale parla di tutta la gente conosciuta, e voleva i miei dati. Le ho quindi raccontato da dove vengo, e voilà, magia! La mamma, e altre 2 pischelle usa mi hanno iniziato a fare domande (tra le quali ricorderò per sempre "ah, vivi a Mendoza? Allora ti piace sciare"). Però (perchè c'è sempre un però) a F., che era lì con me, non l'hanno cagata manco di striscio. Io all'inizio non c'ho fatto caso. Lei, che è di questi lidi, autoctona, mi ha detto che era classico, nel senso che le tipe usa al sentire che io ero europeo, mi hanno dato spago, mentre a lei che è del terzo mondo (come anche gli altri due africani) manco la degnano di uno sguardo.
Che dirvi. Io le credo. È probabile che non me ne accordo perchè, parliamoci chiaro, in ogni dove il dire di essere italiano strappa un sorriso (eccetto eritrea, somalia, ex-jugoslavia, albania). Però in effetti...tutto questo interesse così di botto...
Stay tuned!